II. APPENA FUORI LE MURA

Chiesa di S.Sperandia: eretta sulle vestigia dell’antico tempio cristiano longobardo dedicato a S.Michele, questa chiesa, più volte ricostruita a partire dal secolo XIII, conserva il corpo dell’omonima santa, monaca benedettina morta a Cingoli nel 1276, compatrona, con sant’Esuperanzio e san Bonfilio, della città.

Chiesa di S.Esuperanzio: il più importante monumento religioso di Cingoli; già dipendenza dei monaci di Fonte Avellana all’indomani dell’avvento dell’anno mille (papa Innocenzo III confermerà tale proprietà nel 1139), dalla seconda metà del secolo XIII assurse al ruolo preminente fra tutte le chiese del territorio quando il suo santo titolare venne proposto quale vescovo della città e quindi eletto patrono. A tale medesimo secolo va riferita la costruzione dell’attuale chiesa, in stile romanico-gotico, eretta sulle vestigia del tempio paleo-cristiano intitolato al protomartire Stefano (che a sua voltà fu rinnovamento di una precedente struttura religiosa romana, come è desumibile dai numerosi materiali di reimpiego romani); notevole e di complessa simbologia il portale, eseguito da maestro Giacomo e terminato nel 1295 (come recita l’iscrizione in caratteri gotici).

Chiesa di S.Giacomo: attestata in documenti del primo XIII secolo come “San Giacomo di Colle Luce”, tale struttura, che originariamente fu insediamento di una libera associazione di vita comune femminile, passò sotto le dipendenze del monastero benedettino di Santa Caterina nel 1393-94. Nel 1446 passò quindi ai Minori Francescani, che vi vivranno ininterrottamente fino alla soppressione napoleonica. A tutt’oggi la chiesa e l’annesso monastero sono noti come: “degli zoccolanti”, celebre epiteto dei Minori Francescani. La chiesa interamente ricostruita nel secolo XVIII conserva la meravigliosa cappella rinascimentale, costruita nel 1505, della nobile famiglia Franceschini.

Chiesa di S.Bonfilio: edifico sacro, purtroppo in avanzato stato di abbandono, intitolato al terzo patrono della città,  eretto dai monaci silvestrini all’inziio del XIII secolo all’interno di una delle aree naturalistiche più belle e floristicamente più rigogliose dell’intero territorio cingolano,  sulle vestigia di un tempio pagano-longobardo; questo superbo luogo, su cui getta ombra il Monte Nero,  legato oggi a numerose leggende, fu infatti, per secoli, sede di una fara longobarda.

Chiesa di S.Lorenzo: edificio sacro, già noto nel primo XIII secolo, eretto sulle vestigia di un precedente edificio religioso romano (come è desumibile dai numerosi materiali di reimpiego risalenti al periodo romano); l’area su cui si erge questo sacro tempio e il piccolo borgo circostante (Borgo S.Lorenzo)  fu non a caso il luogo della Cingulum romana – è in età barbarica che il nucleo abitativo si sposterà, per ragioni difensive principalmente, sull’altura dove tutt’ora sorge la città. A poca distanza dalla chiesa, attraversando la strada provinciale, sono visibili le fondamenta dell’antica Porta Azia (una delle porte di accesso all’abitato romano).

Fonte di S.Esuperanzio: antico fonte pubblico, dislocato a breve distanza dall’omonima chiesa, ricostruito nelle eleganti strutture attuali nel 1525 (come è possibile leggere nell’iscrizione che corre sopra i tre archi che ne segnano il prospetto).

Fonte di S.Caterina:antico fonte pubblico, dislocato a breve distanza dall’omonimo complesso sacro (oggi Ospedale civile), ricostruito nel 1550 nello stile architettonico dell’epoca secondo un disegno con prospetto a quattro archi a tutto tondo, due soli dei quali ancora integri.