STORIA

Immersa in una delle zone floristicamente più belle, ricche e rare del paesaggio mediterraneo, Cingoli (m.s.l.m.630) sorge in posizione panoramica sul lato orientale del versante adriatico del gruppo montuoso, comunemente indicato come Preappennino, che si staglia sull’alta valle del Musone e alle cui spalle si erge la Dorsale Appenninica vera e propria.

L’eminenza topografica di Cingoli – cui un antico mito di fondazione collega a un ancestrale culto solare legato al nome della maga Circe – considerata in relazione alla superba veduta panoramica a cui questa da adito, ha con il tempo permesso alla città di guadagnarsi l’appellativo di “Balcone delle Marche”. Una “Posizione incantevole” dalla quale si ha accesso a “Panorami sconfinati” per parafrasare ciò che il pittore Donatello Stefanucci aggiunse a commento di una sua celebre veduta di Cingoli (conservata nella Pinacoteca comunale).

L’omogeneità del tessuto urbano corrisponde a una forte coesione ambientale: l’abitato, la cui salubrità climatica è proverbiale ormai da cinque secoli, si inserisce armonicamente in un paesaggio dove l’opera dell’uomo e quella della natura si sono perfettamente integrate valorizzandosi a vicenda.

Esempio di grande fascino dell’atmosfera tipica di altri medi e piccoli centri della zona dell’antica provincia Picena, Cingoli se ne discosta al tempo stesso per la nobiltà, la complessa profondità e la gloria di un passato che ancor oggi è percepibile nelle ombre lunghe che alla sera gli antichi eleganti palazzi proiettano sulle piazze e sulle vie.

L’antica varietà dei colori caldi degli intonachi delle facciate degli edifici, che si susseguono ininterrottamente lungo l’arteria principale della città o si ergono isolati in qualche suggestiva piccola via secondaria, armoniosamente intercalata dall’austerità della pietra degli eleganti portali rinascimentali, emanano una sensazione di calma e rara atemporalità.

Il visitatore, anche il più assorto, è subito rapito, in modo quasi discreto, da angoli e scorci di grande impatto scenico ed emotivo che Cingoli rivela, in un mutevole incerto manifestarsi, durante le diverse ore del giorno.