IL NOME

Nel campo del più antico sigillo comunale di Cingoli è rappresentato un monte a sei cime sulla cui sommità spicca la figura di san Esuperanzio, vescovo e compatrono della città; un’alta fascia, decorata da una linea semplice e ondulata, corre lungo la base delle tre cime sommatali come una sorta di cintura che avvolge il territorio sul quale il santo vescovo afferma la sua giurisdizione.

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Allorché fu necessario esprimere simbolicamente il nome della città si tradusse dunque in immagine il significato più palese della voce latina cingulum (cingolo, cintura) inserendola nella convenzionale rappresentazione del territorio comunale in forma di monte. La soluzione è indubbiamente poetica e, come tale, va accolta.

La certezza della derivazione del nome dalla voce latina, talmente evidente da diventare quasi provocatoria, ha portato successivamente alcuni storici locali, a partire dall’Avicenna (che scrive nella prima metà del XVII secolo) a formulare possibili etimologie, collegando il significato di “cintura” ora al circuito delle mura, ora alla forma della città stessa, ora a un’improbabile cerimonia di fondazione, con risultati non del tutto soddisfacenti.

Sulla base delle considerazioni di seguito esposte è avanzabile l’ipotesi che il significato del nome sia quello di “ripiano sporgente sul versante di un monte” o, con esito pressoché analogo, quello di “sporgenza rocciosa cingente in tutto o in parte un monte”, accezione quest’ultima che avrebbe definito prima gli affioramenti naturali di arenarie che coronavano presumibilmente la sommità dell’alto colle cingolano e in seguito la città sorta o sul ripiano formato dagli stessi o sul ripiano agli stessi sottostante:

1.  La voce latina cìngùlum ebbe nell’antichità il significato di ripiano che  sporge sul versante di un monte, significato che i suoi continuatori volgari e romanzi conservano e tuttora tramandano;

2. L’ubicazione del centro romano di Cingulum non coincise con quella dell’abitato attuale bensì con quella del vicino Borgo S.Lorenzo, che si estende sul ripiano che sporge sul versante orientale del monte di Cingoli;

3. L’appellativo di rocciosa che Silio Italico diede nel suo poema alla Cingoli romana acquista più verosimiglianza se si ipotizza la presenza nell’antichità di ulteriori affioramenti in continuazione di quello che presentemente si scorge in località Sasso, in prossimità di Borgo S.Lorenzo;

4. L’accezione della voce latina di cui al punto 2 rende anche ragione della diffusione di toponimi quali Monte Cingulo e Monte Ginguno, e, a sua volta, è corroborata dalla circostanza che tali toponimi designano due monti.

Cingoli, quindi, equivarrebbe a città edificata sul ripiano di un monte. Anche se le considerazioni espresse nei punti 1 e 2 sono di per sé sufficienti per spiegare il nome dato alla città, l’ipotesi che un tempo affioramenti di arenarie fossero presenti anche in prossimità di Borgo S. Lorenzo può tuttavia essere mantenuta. Né è necessario supporre che essi aggirassero l’intera sommità del monte costituendo una vera cintura, era bastante che ciò sembrasse vero guardando il monte da una particolare angolazione: Monte Acuto, sito al confine fra i territori di Cingoli e di Treia, appare tale soltanto se osservato da Est. La loro scomparsa può essere imputata alla necessità di reperire pietra da taglio per la costruzione della città medioevale e soprattutto delle sue mura.

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Raffigurazione ideale di Cingulum. Ignoto – sec. XVII
(Pinacoteca comunale Cingoli)

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Quando, nell’alto Medioevo, la città fu spostata sulla sommità del monte si tirò dietro l’antico nome che però non ne definì più la caratteristica posizione. Furono allora proposte altre spiegazioni, delle quali si è fatto cenno, che avevano ed hanno il potere di lusingare la fantasia, richiamando alla mente antiche geometrie architettoniche o cerimonie di fondazione.

Lorenzo Lotto, Madonna del Rosario e santi (1539);

particolare: veduta della città di Cingoli
(Spazio museale Chiesa di S.Domenico)
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Il presente contributo, invece, colloca prosaicamente il nome tra quelli descrittivi del paesaggio, fra i quali basti citare, per rimanere in ambito marchigiano, Peglio (PS), da pilleus; Penne (MC), dal latino dial. pinnus; il più recente Caldarola (MC), da caldaia, nel senso di “conca”, “avvallamento”.

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(Tratto da: Paolo Appignanesi, Il significato del nome di Cingoli. in: La liberazione di Cingoli e altre pagine di storia cingolana, Cingoli, 1986, pp. 383-385)
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